Immolati sull’Amaca.

 

Ci chiede Michele Serra, cosa mai dovremmo offrire al Dio Mercato per placare la sua ira, mentre si dondola sornione, con un piede fuori dall’ Amaca.
Saranno forse tutte le vergini della terra, o i non meglio definiti “beni pubblici”?.
Serra che nomen omen, coltiva i propri lettori-vegetali al riparo dalle intemperie del vero dubbio, si interroga retoricamente intorno ai famigerati “mercati” :

– Ma che diritto han su di noi ?
E chi li ha eletti a questi ? E perchè ci affamano ? E si dimetteranno poi ? “Ma poi, soprattutto: chi diavolo sono questi ‘mercati'” ?

Lei giá la sa la risposta, nevvero ? Ma guai a dirla.Giammai !
Guai a dirglielo ai suoi lettori che i mercati non sono dei Goldfinger, che hanno sí una faccia, e che se volessero, potrebbero vederla ogni mattina allo specchio, mentre si lavano i denti.
Non glielo dica, per l’amor del cielo, ai suoi lettori, che sono loro quelli “peggio degli esecrabili dittatori, che almeno ci mettono la faccia e a volte finiscono appesi a un lampione”. Li coccoli, se li tenga buoni, li lasci nascondersi pietosamente la faccia dietro un giornale, e che sia Repubblica, per liberarsi dal male amen.
Che lo dica Lei Serra ! Lo urli per loro che sono “gli altri”, che sono i cattivi, che noi non c’entriamo.Come lo dice lei Signor Serra, Lei che esprime sempre la nostra opinione come noi non potremmo, non sapremmo. Con quella ironia che lasci dire, mi rallegra la giornata: Gliene dica sempre quattro a “quelli lá”, ai mercati, ai matusa, ai governi.

A quelli che ci vendono i “nostri beni pubblici”, che lucrano sui quattro soldi che mettiamo in banca è vero, ma giusto perchè il materasso non si usa più e non è comodo, e il bancomat invece si è comodo, ma non per altro. Sia il nostro censore, e ci gridi contro, ma puntando sempre l’indice comodamente verso l’alto, “le alte sfere”, dove c’è chi ci domina, chi si può comodamente odiare ed invidiare, un dio pagano al quale offrire i nostri sacrifici e che abbiamo disegnato a nostra immagine e somiglianza, affinchè noi si possa poi scannare il nostro simile a cuor leggero, nel quotidiano.

E’ questo il lascito delle culture arcaiche, la nostra “offerta primiziale”,  consistente nel lasciare ad una “entità altra” la prima parte del raccolto o della caccia, per desacralizzare il restante e quindi poterlo consumare. Che ci beffino allora questi dei mercati !  Che ci fottano le vergini, che ci attacchino il papillon al collo, in modo che noi si possa poi fottere la figlia del vicino, si possa annodare la corda al collo dei tremendi dittatori e appenderli ai lampioni.

Ecco perchè caro Serra, “siamo tutti ai piedi di una entità metafisica, che per giunta non dispensa alcun genere di risarcimento spirituale”, per convenienza.
Una domanda, se permette, la faccio io , e non è retorica : Ma Lei i denari che fa con le sue 20 righine quotidiane di humour e morale, non li metterà mica sotto l’Amaca ?


Subscribe to comments Both comments and pings are currently closed. |
Post Tags:

Comments are closed.